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Teoria finanziaria | I derivati
Siamo nel terreno della super speculazione, roba da giocatori di poker. La
rischiosità degli strumenti derivati, come i future, i warrant e
le opzioni, è tale che in alcuni casi si può perdere più del capitale investito.
Oggi il loro utilizzo è però diffuso, anche tra i piccoli risparmiatori, che in
questo modo cercano di mettere un po' di pepe nei loro investimenti.
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Impara il loro significato, per migliorare il tuo livello di comprensione della
finanza e per essere un po' più esperta nel valutare la convenienza di un
investimento.
Indicatori delle società quotate:
Capitalizzazione; È il valore complessivo che
la Borsa attribuisce a una società. Se si moltiplica il prezzo di un'azione per
il totale delle azioni in cui è diviso il capitale della società, si ottiene la
sua capitalizzazione. La principale società quotata in Italia, Telecom, ha una capitalizzazione di
quasi 60 miliardi di euro, qualcosa come 120 mila miliardi di lire. Price/earnings
(P/e), oppure Prezzo utile (P/u): È l'indicatore più importante e più utilizzato
per valutare le azioni quotate in Borsa. Indica il rapporto tra il prezzo delle
azioni e l'utile netto realizzato dalla società. In sostanza, indica quante
volte il prezzo delle azioni incorpora gli utili realizzati annualmente dalla
società. Se per esempio, il P/e di un'azione è pari a 20, significa che a quel
livello di utili annuali ci vorranno 20 anni per recuperare il capitale
investito nell'azione. Minore è il rapporto, migliore è l'investimento:
un'azione con un P/e di 10 è più conveniente di un'azione con un P/e di 20
(naturalmente, a parità di altri fattori).
- Dividendo/prezzo
(in inglese: dividend yield). Si indica in percentuale ed è,
semplicemente, il rendimento da dividendo. Se un'azione costa 10 euro e paga un
dividendo di un euro, il rendimento da dividendo sarà del 10%. Di solito, i
rendimenti da dividendo sono più bassi, dei tassi d'interesse pagati dalle
obbligazioni.
- Prezzo/patrimonio
netto (in inglese: price/book value, P/bv). Esprime la solidità
patrimoniale di un' azione. Indica il rapporto tra il prezzo di Borsa e il
patrimonio della società, che è il valore delle attività (denaro in cassa,
immobili, macchinari, scorte, ...) al netto degli eventuali debiti. Se un'azione
ha un rapporto prezzo/patrimonio netto pari a 1, vuol dire che il suo prezzo è
uguale al valore del patrimonio (ovviamente, diviso per il numero di azioni).
Quando il rapporto è inferiore a 1, vuol dire che il prezzo delle azioni è
inferiore al valore patrimoniale dell'azienda. In genere le società quotate
hanno multipli superiori a 1, anche di molto. Questo perché il loro prezzo di
Borsa incorpora anche le aspettative sugli utili che verrano.
- Roe
(return on equity, in italiano: redditività del patrimonio
netto). È l'indicatore più sintetico della redditività di una società, cioè
della sua capacità di fare profitti. Esprime il rapporto tra i profitti e il
patrimonio netto (vedi sopra). Più è alto questo rapporto, meglio è, perché
significa che maggiore è la capacità della società di realizzare guadagni con la
propria attività.
Gli indici di Borsa. Mib, Comit, Dow Jones,
Nasdaq sono invece indici, misure che riassumono l'andamento medio di un
mercato. Ci sono indici relativi alle azioni, ma anche alle obbligazioni e a
qualsiasi altro tipo di valore quotato. Gli indici sono costruiti mettendo
insieme i valori di un paniere di titoli rappresentativo del mercato e
misurandone poi, le variazioni di prezzo. La differenza tra i titoli e l'indice
è che mentre i prezzi dei titoli sono espressi in moneta, gli indici sono
espressi con un valore convenzionale, per esempio 100. Facciamo un esempio:
se a un indice è dato un valore base pari a 100 all'inizio dell'anno e dopo tre
mesi i prezzi dei titoli che lo compongono sono mediamente saliti di un quarto,
il valore dell'indice sarà 125. La ragione di tutto ciò sta semplicemente nella
comodità
Comit, Mib e Mibtel I principali indici di Borsa italiani
sono il Comit, che è il più vecchio, il Mibtel, il Mib corrente (la cui base è
fissata all'inizio di ogni anno a 1000 punti), e il Mib 30, che comprende le 30
società più grandi.
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