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Teoria finanziaria | L'orizzonte temporale

Avere un obiettivo di investimento in là nel tempo, oppure a breve scadenza, fa una grossa differenza. I rendimenti medi migliori si ottengono investendo il capitale per un periodo lungo. Se il periodo invece è breve, o ci si accontenta di rendimenti molto bassi, oppure più che un investimento si sta facendo una scommessa.
Durata e rischio.C'è un rapporto molto stretto tra durata dell'investimento e rischio. Prendiamo gli investimenti con alte potenzialità di guadagno, quelli in azioni. Se acquisto un'azione oggi, può darsi che domani valga meno e dopodomani meno ancora. Se  acquisto però un gruppo di azioni e lo tengo per un periodo sufficientemente lungo, probabilmente ne otterrò un buon rendimento, superiore a quello offerto da altri tipi di investimento.
Il tempo diminuisce la rischiosità dell'investimento azionario, perché le Borse, sul lungo periodo, hanno la tendenza a crescere, lo dicono tutte le statistiche. Quando un periodo è sufficientemente lungo? Una risposta precisa non c'è, un suggerimento convenzionale è quello di considerare almeno cinque anni per gli investimenti azionari.
Borsa e montagne russe.
Negli ultimi 25 anni, i mercati azionari europei hanno reso mediamente il 13% all'anno. La Borsa italiana è andata ancora meglio: le azioni quotate a piazza degli Affari, dal 1975 a oggi, hanno reso mediamente il 18% all'anno. si tratta, appunto, di una media. Se si guarda l'andamento dell'indice di Borsa anno per anno, si scoprono alti e bassi vertiginosi. Nel 1977, per esempio, le quotazioni sono scese del 23%, nel 1980 sono salite addirittura del 122% (il maggiore rialzo degli ultimi 25 anni), nel 1987 sono crollate del 32% (il più grave ribasso); nel 1993 sono salite del 37%, nel 1997 del 58%, nel 1998 del 41% e nel 1999 del 22%.
Prudenza e tempo.
Se investo 10 milioni oggi in una titolo di Stato che rende il 4%, quanto sarà il guadagno totale dopo 10 anni? Considerando anche la capitalizzazione degli interessi (vale a dire il reinvestimento delle cedole), tra 10 anni avrò 14 milioni e 194 mila lire. Il risultato al netto dell'inflazione, mettiamo il 2% annuo, sarebbe pari a 11 milioni e 694 mila lire. Cosa succede invece, se investo lo stesso capitale negli alti e bassi della Borsa, per esempio attraverso un fondo azionario? Non avrò nessuna certezza, ma un'alta probabilità di avere un rendimento medio annuo superiore. Mettiamo che questo rendimento sia del 10%, che è meno di quanto hanno fatto le Borse europee negli ultimi 25 anni. Tra dieci anni avrò 24 milioni e 28 mila lire. Al netto dell'inflazione sarebbero 19 milioni e 711 mila lire. Se si considerano i mancati guadagni come perdite, la scelta più prudente l'avrò fatta investendo in Borsa.
Calcola quanto ci vuole a raddoppiare un capitale in base a diversi tassi medi di rendimento.
L'orizzonte temporale è un riferimento.
Per mettere a punto una buona strategia, non è necessario che tu sappia adesso, con precisione, quando liquiderai il tuo investimento. La cosa migliore è bilanciarlo secondo delle ragionevoli aspettative. Una parte in titoli stabili, che si possano vendere in qualsiasi momento senza correre il rischio di perdite, e una parte in titoli più volatili.

Una strategia efficace è quella di modificare l'investimento nel corso del tempo. Un esempio: il tuo obiettivo è mettere da parte una somma che servirà per l'università di tuo figlio, che ora ha tre anni. Ne mancano circa 15 al momento in cui il denaro comincerà a servire, c'è quindi, un orizzonte temporale sufficiente per investire quasi tutta la somma in azioni, per esempio attraverso un fondo comune, senza preoccuparsi dei momentanei alti e bassi.

Tra dieci anni, quando tuo figlio uscirà dalle medie, potrai decidere di rendere più stabile una parte del capitale, sottoscrivendo titoli di Stato a cinque anni, una scadenza che coincide con la fine del ciclo delle superiori. Al momento dell'iscrizione all'Università, dovrai iniziare a usare il capitale messo da parte; a questo punto potrai liquidare tutte le azioni e impiegare il denaro in strumenti monetari.
Una formula efficace è quella che suggerisce la ripartizione tra obbligazioni e azioni a seconda dell'età. La quota percentuale di obbligazioni nei propri investimenti deve corrispondere all'età anagrafica. A trent'anni, il 30% in obbligazioni e il 70% in azioni, a quarant'anni il 40% in obbligazioni e il 60% in azioni... e così via.