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Teoria finanziaria | Redditi e tasse
Pagare le tasse sugli investimenti è abbastanza semplice: in gran parte dei
casi, pensa a tutto l'intermediario. Inoltre interessi, dividendi, plusvalenze
di Borsa e rendimenti di gestioni e fondi comuni, sono tassati tutti al 12,5%.
Un'aliquota del 27% è prevista solo in alcuni casi particolari. Tra questi
rientrano gli interessi delle obbligazioni private e dei prodotti bancari che
hanno una scadenza inferiore a 18 mesi e le plusvalenze realizzate da vendite di
azioni che rappresentino almeno il 2% di una società quotata. |
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Interessi di obbligazioni e titoli di Stato
L'imposta è prelevata alla fonte, il risparmiatore non deve fare alcun
adempimento. |
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Dividendi azionari
Sono tassati con il prelievo alla fonte, salvo che il risparmiatore non scelga
di inserirli nella dichiarazione dei redditi (conviene a chi ha un'aliquota
Irpef bassa). In questo caso, per determinare la tassa da pagare si deve fare un
calcolo piuttosto complesso, basato sul credito di imposta, che è un credito che
il fisco concede al contribuente. |
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Guadagni da capitale
Le plusvalenze sulla vendita di azioni si determinano calcolando i guadagni,
anche se solo teorici, al netto delle perdite. Le perdite si deducono dai
guadagni realizzati ogni anno; questo vuol dire che se quest'anno ho guadagnato
100 euro, ma l'anno scorso ne avevo persi altrettanti, al fisco non devo nulla. Per
la tassazione delle plusvalenze azionarie la legge prevede sostanzialmente due
modi alternativi di pagare le imposte: quello del risparmio amministrato e
quello della dichiarazione, un po' come avviene per i dividendi. Nel regime
del risparmio amministrato, l'imposta viene pagata direttamente
dall'intermediario, cioè la banca o la società d'intermediazione; In questo
caso, l'investitore evita la dichiarazione e il versamento. Nel regime della
dichiarazione invece, l'intermediario si limita a segnalare, al fisco e
all'investitore, tutte le operazioni effettuate per suo tramite. L'investitore
deve quindi, indicare i guadagni ottenuti (o le perdite) nella dichiarazione
annuale dei redditi e versare, se dovuta, la relativa imposta. La scelta tra
un regime d'imposta o l'altro, va fatta al momento di stipulare il contratto con
l'intermediario. |
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Fondi di investimento
Per i fondi italiani la tassazione, sempre del 12,5%, si applica sul rendimento
complessivo (dividendi e plusvalenze), ottenuto dalla gestione. Ogni giorno la
società di gestione deve accantonare una cifra corrispondente alla teorica
plusvalenza realizzata. Il risparmiatore non deve pagare nulla, perché le
imposte sono prelevate direttamente dal patrimonio del fondo. Il valore
delle quote dei fondi italiani pubblicato sui giornali è al netto dell'imposta.
Quando si decide di riscattare l'investimento e incassare il guadagno, al fisco
non si deve più nulla. Nel caso di fondi gestiti da società che risiedono
all'estero, invece, il guadagno è tassato al momento del disinvestimento. |
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