Redditi e Tasse

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Redditi e Tasse

di 22 settembre 2016 0 commenti

Pagare le tasse sugli investimenti è abbastanza semplice: in gran parte dei casi, pensa a tutto l’intermediario. Inoltre interessi, dividendi, plusvalenze di Borsa e rendimenti di gestioni e fondi comuni, sono tassati tutti al 12,5%. Un’aliquota del 27% è prevista solo in alcuni casi particolari. Tra questi rientrano gli interessi delle obbligazioni private e dei prodotti bancari che hanno una scadenza inferiore a 18 mesi e le plusvalenze realizzate da vendite di azioni che rappresentino almeno il 2% di una società quotata.

Interessi di obbligazioni e titoli di Stato

L’imposta è prelevata alla fonte, il risparmiatore non deve fare alcun adempimento.

Dividendi azionari

Sono tassati con il prelievo alla fonte, salvo che il risparmiatore non scelga di inserirli nella dichiarazione dei redditi (conviene a chi ha un’aliquota Irpef bassa). In questo caso, per determinare la tassa da pagare si deve fare un calcolo piuttosto complesso, basato sul credito di imposta, che è un credito che il fisco concede al contribuente.

Guadagni da capitale

Le plusvalenze sulla vendita di azioni si determinano calcolando i guadagni, anche se solo teorici, al netto delle perdite. Le perdite si deducono dai guadagni realizzati ogni anno; questo vuol dire che se quest’anno ho guadagnato 100 euro, ma l’anno scorso ne avevo persi altrettanti, al fisco non devo nulla. Per la tassazione delle plusvalenze azionarie la legge prevede sostanzialmente due modi alternativi di pagare le imposte: quello del risparmio amministrato e quello della dichiarazione, un po’ come avviene per i dividendi.

Nel regime del risparmio amministrato, l’imposta viene pagata direttamente dall’intermediario, cioè la banca o la società d’intermediazione; In questo caso, l’investitore evita la dichiarazione e il versamento.

Nel regime della dichiarazione invece, l’intermediario si limita a segnalare, al fisco e all’investitore, tutte le operazioni effettuate per suo tramite. L’investitore deve quindi, indicare i guadagni ottenuti (o le perdite) nella dichiarazione annuale dei redditi e versare, se dovuta, la relativa imposta.

La scelta tra un regime d’imposta o l’altro, va fatta al momento di stipulare il contratto con l’intermediario.

Fondi di investimento

Per i fondi italiani la tassazione, sempre del 12,5%, si applica sul rendimento complessivo (dividendi e plusvalenze), ottenuto dalla gestione. Ogni giorno la società di gestione deve accantonare una cifra corrispondente alla teorica plusvalenza realizzata. Il risparmiatore non deve pagare nulla, perché le imposte sono prelevate direttamente dal patrimonio del fondo.

Il valore delle quote dei fondi italiani pubblicato sui giornali è al netto dell’imposta. Quando si decide di riscattare l’investimento e incassare il guadagno, al fisco non si deve più nulla.

Nel caso di fondi gestiti da società che risiedono all’estero, invece, il guadagno è tassato al momento del disinvestimento.

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