Come fare trading con i CFD

Come fare trading  con i CFD

Come fare trading con i CFD

di 4 ottobre 2016 0 commenti

Eccoci arrivati ad un nuovo appuntamento delle nostre mini-guide facili e veloci che permettono di svelare tutti i segreti che nessun professionista vi ha mai detto sul mondo del trading.

Oggi vi parleremo del mondo dei CFD, molto utili per chi vuole imparare a investire in Borsa. Ma prima di addentrarci dentro questo fantastico mondo, è necessario definire bene il termine CFD, in modo da evitare qualsiasi “misunderstanding”.

Bene, i CFD sono prima di tutto questo:

Definizione “Difficile” dei CFD

In finanza, un contratto per differenza (CFD) è un contratto tra due parti, in genere descritto come “acquirente” e “venditore”, che prevede che il venditore pagherà all’acquirente la differenza tra il valore corrente di un bene e il suo valore a tempo del contratto (se la differenza è negativa, allora l’acquirente paga invece per il venditore). In effetti CFD sono strumenti finanziari derivati che consentono agli operatori di trarre vantaggio da prezzi salendo (posizioni long) o prezzi spostano verso il basso (posizioni short) su strumenti finanziari sottostanti e sono spesso utilizzati per speculare su tali mercati.

Ad esempio, quando applicata alle azioni, il contratto è un derivato del patrimonio netto che consente agli operatori di speculare sull’andamento delle quotazioni azionarie, senza la necessità di possedere realmente le azioni sottostanti.

I CFD sono attualmente disponibili in Australia, Austria, Canada, Cipro, Francia, Germania, Hong Kong, Irlanda, Israele, Italia, Giappone, Paesi Bassi, Lussemburgo, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Russia, Singapore, Sud Africa, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Regno Unito e Nuova Zelanda. Essi non sono consentiti in un certo numero di altri paesi. Negli Stati Uniti, in base alla legge Dodd-Frank, CFD sono considerati “swap” o “swap-based di sicurezza”, a seconda della natura del underlier su cui si basano, e sono soggetti al quadro normativo per chi prodotti stabiliti dal titolo VII del Dodd-Frank Act.  Ad esempio, un CFD su delle azioni Apple ordinarie, sarebbe uno swap-based di sicurezza (SBS) e quindi soggetto al quadro normativo per SBS stabiliti dal Dodd-Frank Act.  Ai sensi della legge Dodd-Frank, tra l’altro, le operazioni in SBS con o per gli investitori al dettaglio (ossia le persone che non sono dei “partecipanti contrattuali idonei”)  deve essere fatto su una borsa valori nazionale registrata e le offerte e le vendite di SBS agli investitori al dettaglio devono essere registrate ai sensi del Securities Act del 1933. Quindi, è ben risaputo che la regolamentazione negli Stati Uniti è molto più complessa. Questo comunque, a meno che non abitate negli USA, non ci tante minimamente, in quanto abitiamo in  Italia e la legge vede i CFD come uno strumento di investimento equiparato a tutti gli altri strumenti che utilizziamo ogni giorno per investire nei mercati finanziari.

Definizione facile dei CFD

I CFD, chiamati anche Contratti per Differenza, sono uno strumento che in pratica ci permette di fare trading online in maniera facile e veloce, infatti i CFD ci permettono di fare un tipo di trading istantaneo, che ha rivoluzionato il mondo degli investimenti in ambito finanziario negli ultimi anni. Grazie ai CFD possiamo infatti comprare e vendere azioni Google nel giro di qualche millesimo di secondo. Nel contempo, è possibile anche vendere e comprare qualsiasi coppia forex, senza il bisogno di “possedere” realmente quel dato mercato. I CFD sono stati infatti progettati a scopo puramente speculativo, per un trading facile e veloce. Forse l’unico lato negativo dei CFD è che quando li tradiamo per le azioni, non potremo beneficiare dei dividendi. Per il resto, grazie al nostro utilizzo duraturo dei CFD, possiamo dire che sono lo strumento più facile ed istantaneo per fare trading online.

Come fare trading con i CFD

Ok, partiamo subito. Mettiamo che vogliamo comprare 1 azione Google, e mettiamo che questa azione Google (GOOG) costi 500 dollari. Quindi dobbiamo avere 500 dollari di margine sul nostro account di margine. Il margine è praticamente un deposito cauzionale richiesto per mantenere le posizioni aperte. Non si tratta di una commissione o un costo di transazione, ma praticamente è  una porzione del patrimonio presente sul conto, accantonata e stanziata come garanzia di adempimento. Il margine in pratica è quella quantità di soldi sul nostro conto che ci serve per mantenere aperte le posizioni e necessaria per “mitigare” il nostro P&L. Infatti, se avremo un margine di 1000 dollari, il nostro P&L non potrà mai andare a meno di 1000, anzi molto probabilmente verremo “stoppati” ad un livello del 70% del nostro margine massimo.

Ma non perdiamoci in questi tecnicismi, dove eravamo rimasti? Ah sì, volevamo comprare azioni GOOG, che costano 500. Ce ne basta 1. Ovviamente, dopo il discorso del margine, vi conviene avere un pò di più di 500 dollari nel margine se ne volete comprare proprio 500 precisi. Quindi mettiamo che avete un margine di 1000 e comprate 500 di azioni google. Per comprare le azioni Google basta cliccare sul pulsante COMPRA del vostro broker, selezionare la quantità (1 azione al valore attuale di mercato, quindi mettiamo ipoteticamente 500 dollari). E la vostra posizione verrà messa a mercato. Avete quindi investito in Google.

Adesso dovrete quindi far passare il tempo da voi desiderato: 10 secondi, 10 giorni, 10 mesi o quanto volete voi. Per godere dei profitti (o delle perdite) generate dal titolo azionario.

Per incassare poi il P&L (i profitti o le perdite dalla vostra posizione) dovrete quindi andare a chiudere la posizione, semplicemente cliccando sul tasto X della posizione sul vostro account di trading. Al momento della chiusura quindi, farete profitti semplicemente in base al movimento che l’azione avrà avuto. Se il movimento è a vostro favore, avrete fatto un profitto. Se invece sarà stato a vostro sfavore, avrete registrato una perdita.

Esempio pratico matematico di trading con i CFD

Apertura posizione acquisto Google (1 azione) 1 x 500 = 500 dollari

Margine richiesto per aprire la posizione (solitamente è il 5%) = 25 dollari

Commissioni (solitamente sono lo 0.1%) = 500 x 0.001 = 0.50 dollari

A ciò vanno aggiunti anche i costi di rollover, ovvero il costo per mantenere la posizione aperta ogni giorno. Questi costi variano in base al mercato e in base al tipo di azione.

Il giorno dopo, mettiamo che le azioni di Google (GOOG) siano aumentate di 6 dollari, la nostra posizione è quindi aumentata ed è a nostro favore. Se siamo soddisfatti possiamo chiuderla e goderci i profitti.

Vendiamo quindi la nostra azione.  Il prezzo bid sarà 506.00 e il prezzo offer sarà 506.08 (la differenza tra i due è lo spread, ovvero dove guadagna il broker)

Vendo 1 azione Google a 506.00. 1 x 506.00 = 506.00 dollari

Il margine adesso è quindi zero, in quanto la posizione è stata chiusa

C’è un’altra commissione che viene applicata al momento della chiusura (per la maggior parte dei broker è così, ma non è sempre detto). 506.00 x 0.001 = 0.51 dollari

Il profitto lordo sarà quindi la sottrazione tra il valore delle nostre azioni di apertura e quello di chiusura. 506 − 500 = 6 dollari

Le commissioni sono 0.50 + 0.51 = 1 dollaro e 10 cents.

Il profitto netto sarà quindi di 4 dollari e 90 centesimi.

Questo era un normale esempio, fatto con soltanto 500 dollari e un movimento esiguo nel giro di una nottata. Però immaginate i profitti fatti sistematicamente su questi mercati con grossi asset. I trader professionisti sono abituati a registrare guadagni di migliaia di euro giornalieri nel mondo dei CFD.

E tu? Cosa stai aspettando? Registrati con uno dei nostri broker CFD e inizia anche tu a guadagnare ogni giorno con i CFD!

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