Le Bande di Bollinger: come funzionano nel Trading

Le Bande di Bollinger: come funzionano nel Trading

di 12 ottobre 2016 0 commenti

L’Analisi Tecnica è un aspetto molto importante di qualsiasi strategia di trading. Pensate che anche gli Hedge Fund utilizzano l’analisi tecnica per le loro strategie di trading, dove vengono mossi milioni se non miliardi in posizioni forex, azionarie, indici e materie prime.

L’analisi tecnica si occupa di studiare i comportamenti passati di un determinato mercato, per poi proporre al trader dei segnali. Ovviamente un’analisi tecnica non deve essere presa per buona al 100%, le possibilità di errore ci sono sempre, sta al trader intelligente interpretare e mettere in pratica i segnali. Per un approfondimento sulle basi del trading online vi consigliamo di consultare il sito Come fare trading online che contiene degli esempi pratici sui principali oscillatori dell’analisi tecnica.

Oggi vi parleremo delle Bande di Bollinger, un indicatore tecnico che ha riscosso e riscuote tutt’ora parecchio successo. Utilizzato sia dai trader privati retail, che dalle grandi banche, questo indicatore tecnico è senza dubbio tra i 10 indicatori tecnici più famosi e più utilizzati sui mercati. E’ infatti normale trovare questo indicatore nei menu degli indicatori tecnici di piattaforme come MT4, MT5, cTrader e molti altri ancora.

Storia dell’Indicatore Tecnico Bollinger Bands (Le Bande di Bollinger)

John Bollinger, è un pioniere dell’analisi tecnica, nato nel 1950, è diventato subito in giovinezza un appassionato dei mercati finanziari, fino a diventare un grande virtuoso dell’analisi tecnica. Nei primi anni 80 inventò il suo indicatore tecnico “Le Bande di Bollinger”. Nel 2002 scrisse il libro “Bollinger on Bollinger Bands”.

Le Bande di Bollinger sono degli intervalli disegnati su un grafico di prezzo che definiscono il massimo e il minimo su una base relativa. Bollinger ha iniziato a sviluppare le bande di Bollinger nei primi anni 80. Sono un adattamento delle Bande Keltner e simile ai canali Donchian. Bollinger faceva trading di opzioni al momento e gran parte delle sue analisi erano incentrate sulla volatilità dei mercati. Al momento le bande di trading a larghezza fissa erano in uso. Il contributo di Mr. Bollinger è stato quello di utilizzare la deviazione standard della volatilità per rendere le bande di trading adattive, e quindi dinamiche.

Quando sono stati introdotti al pubblico sul Financial News Network non avevano un nome. Il suo intervistatore indicò il grafico e disse “Che cosa sono quelle?” e Bollinger ha detto “Chiamiamole bande di Bollinger.” Questo è stato il modo in cui Mr. Bollinger diede il nome alla sua invenzione.

Come sono composte le Bande di Bollinger

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Le Bande di Bollinger sono praticamente un indicatore di volatilità, molto simile al Canale di Keltner. Le Bande di Bollinger sono composte da:

  1. Un media mobile di n-periodi (MA).  Media mobile a G giorni (spesso 20) a cui viene aggiunto o sottratto il valore della deviazione standard moltiplicata per un determinato fattore F (spesso intorno a 2).
  2. Una banda superiore, ottenuta con la media mobile F volte la deviazione standard.
  3. Una banda inferiore, ottenuta sottraendo alla media mobile F volte la deviazione standard.

John Bollinger consiglia di non modificare la lunghezza della media mobile a G giorni, ma di cambiare invece timeframe, ad esempio passare dalle candele giornaliere a quelle settimanali per il trading a lungo termine, oppure candele da 1 ora, 30 o 5 minuti per il trading intraday.

A cosa servono le Bande di Bollinger

Le Bande di Bollinger servono per farsi un’idea di dove potrebbe andare il prezzo in futuro e di quanto il prezzo potrebbe cambiare, dando ottime indicazioni sia per la volatilità del prezzo, ma anche per la direzione, anche se in realtà servirebbero altri indicatori tecnici da utilizzare in sinergia con la Bande di Bollinger.

Le Bande di Bollinger, forniscono al trader una relativa definizione di Massimo e di Minimo. Secondo la definizione, i prezzi sono ai massimi quando si trovano in prossimità della banda superiore, e sono ai minimi quando si trovano in prossimità della banda di bollinger inferiore.

L’utilizzo delle Bande di Bollinger può portare ad un riconoscimento rigoroso dei pattern ed è molto utile se utilizzato con la price action, per arrivare a fare trading in maniera sistematica.

Indicatori derivati dalle Bande di Bollinger

Come abbiamo detto, le Bande di Bollinger sono diventate con gli anni un indicatore tecnico leggendario, e la loro fama ha portato molti appassionati ed esperti di analisi tecnica, a creare nuove varianti.

Nel 2010, lo stesso John Bollinger ha introdotto ben 3 nuovi indicatori basati sulle Bande di Bollinger. Sono il BBImpulse, Bandwidth e MiddleBB.

Come fare trading con le Bande di Bollinger

L’utilizzo di bande di Bollinger varia ampiamente a seconda del trader in questione, ognuno ha la propria tecnica per le Bande di Bollinger (in quanto un fattore che il trader professionista odia di più, è utilizzare gli indicatori allo stesso modo dei suoi colleghi).

Alcuni trader comprano quando il prezzo tocca la Bollinger Band inferiore e chiudono la posizione quando il prezzo tocca la media mobile al centro delle bande. Altri traders acquistano quando il prezzo rompe al di sopra della Bollinger Band superiore o vende quando il prezzo scende al di sotto della Bollinger Band inferiore.

Quando le due Bande di Bollinger sono molto vicine l’una con l’altra, siamo in un periodo di bassa volatilità. Invece, quando le due bande si espandono, significa che ci troviamo di fronte ad un incremento della volatilità su quel mercato.

Quando le due bande vanno parallele per un periodo prolungato, il prezzo sicuramente oscillerà tra le due bande come in un canale.

I traders, solitamente, utilizzano le bande di bollinger con altri indicatori, per trovare conferma per la Price Action. I particolare, un oscillatore come le Bande di Bollinger, verrà utilizzato in coppia con i pattern su grafico oppure con le linee di trend.

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